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21.02.2016

Alberto Nessi

Il poeta momò Alberto Nessi ha ricevuto il 18 febbraio 2016 dalle mani del consigliere federale Alain Berset il Gran Premio svizzero di letteratura. L'alloro gli è stato consegnato durante l'annuale cerimionia presso la Biblioteca nazionale svizzera di Berna.

A convicere la giuria incaricata "la sua lirica riservata e la sua prosa dalle sfumature oniriche e realistiche". Assieme al ticinese è stato premiato anche Harmut Fähndrich, traduttore e mediatore delle letterature in lingua araba. Entrambi i vincitori ricevono un premio di 40'000 franchi.

Nato a Mendrisio e cresciuto a Chiasso, Nessi ha frequentato la Scuola Magistrale e l'Università di Friburgo, per poi diventare docente di letteratura italiana.  "Nato" letterariamente come poeta (l'esordio nel 1969, con I giorni feriali, Pantarei, ma c'è anche una pubblicazione del 1975 presso la Collana di Lugano di Pino Bernasconi, la stessa che aveva ospitato Finisterre di Eugenio Montale e le Ultime cose di Umberto Saba; la consacrazione, poi, con Il colore della malva, 1992, e Blu cobalto con cenere, 2000, entrambi da Edizioni Casagrande), riscuote presto successo anche come prosatore (l'esordio con i racconti Terra Matta, del 1984). Nel 2015 la raccolta di racconti Miló (Edizioni Casagrande) entra in terna finalista al Premio Chiara.

Poeta di grande sensibilità descrive vita e sentimenti degli umili. La sua lingua è infiltrata di espressioni regionali e dialettali ticinesi. Critico verso uno sviluppo economico e urbanistico che sventra i bei paesaggi ticinesi e le vite delle persone semplici che ci vivono.

Il suo archivio, composto da manoscritti, corrispondenza e documentazione di vario genere, è custodito a Berna, presso l'Archivio svizzero di letteratura.